La
Susina Stanley (
Prunus domestica ‘Stanley’) è una delle varietà di susino più conosciute e coltivate al mondo, originaria degli Stati Uniti (New York, 1926) e ottenuta da incrocio tra le cultivar Grand Duke e Prugna d’Ente. Appartiene al gruppo delle
prugne europee da essiccare (prune-type), ma è ampiamente utilizzata anche per il consumo fresco e la trasformazione.
La pianta è di
vigore medio, con portamento
eretto o espanso, e raggiunge un’altezza di circa
4–6 metri a maturità. Entra in produzione dopo 3–4 anni dall’impianto e offre una produttività
elevata e costante, con buona rusticità e adattabilità a diversi ambienti di coltivazione.
I frutti sono di
media pezzatura (circa 30–50 grammi), di forma
ellissoidale-allungata, con valve asimmetriche e linea di sutura ben visibile. La buccia è di colore
blu scuro-violaceo, ricoperta da una fitta
pruina azzurrognola che la rende opaca e caratteristica.
La
polpa è di colore
giallo-verde,
soda, compatta e succosa, dal sapore
dolce con una leggera nota acidula, poco aromatica ma di buone qualità organolettiche. Il nocciolo è
spiccato, cioè si stacca facilmente dalla polpa, caratteristica che facilita il consumo e la trasformazione.
La
maturazione avviene tra
fine agosto e settembre, con alcune fonti che indicano la
prima metà di settembre come epoca ottimale di raccolta. I frutti hanno
ottima conservabilità dopo la raccolta, mantenendosi bene per anche due settimane in ambiente fresco.
La Susina Stanley è
autofertile, quindi non necessita obbligatoriamente di impollinatori per fruttificare, ma la presenza di altre varietà compatibili (come
President, Bluefre, D’Ente 707, Ruth Gerstetter, Giant) può favorire una migliore allegagione e aumentare la produttività. A sua volta, è un
ottimo impollinatore per altre varietà di susino.
Grazie alla polpa soda e all’elevato contenuto zuccherino, è una varietà a
duplice attitudine: ottima per il
consumo fresco, ma particolarmente indicata per
essiccazione, confetture, sciroppi, distillati e prugne secche.