L’
Annurca è la mela più antica e simbolica della Campania, coltivata da oltre duemila anni nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. Definita da sempre la
“regina delle mele”, è riconosciuta con il marchio
IGP (Melannurca Campana IGP) per le sue peculiari caratteristiche organolettiche e per la tradizionale pratica di maturazione al suolo.
La pianta ha
vigoria medio-elevata, portamento
eretto e tende all’
alternanza di produzione se non adeguatamente gestita. Il frutto è di dimensioni
medio-piccole (minimo circa 60 mm di diametro e 100 g), di forma
sferico-appiattita, talvolta leggermente asimmetrica, con
peduncolo corto e debole, motivo per cui è soggetta a cascola preraccolta.
La
buccia è liscia, cerosa, di medio spessore o spessa, con fondo
giallo-verdastro e caratteristiche
striature rosse che, dopo il periodo di arrossamento a terra, possono coprire fino al 90–100% della superficie. La
polpa è
bianca, talvolta rosata sotto la buccia,
molto soda, compatta e croccante, mediamente succosa, dal sapore
dolce-acidulo, aromatico e profumato, di ottime qualità gustative.
Una delle peculiarità dell’Annurca è che non matura completamente sull’albero: i frutti vengono raccolti ancora acerbi tra metà settembre e ottobre e fatti “arrossare” per 10–30 giorni sui tipici “melai”, letti di paglia esposti al sole, dove vengono girati più volte per favorire una colorazione uniforme. La maturazione si completa tra novembre e dicembre, e i frutti si conservano bene fino a marzo–aprile.
Grazie alla polpa soda e al profilo aromatico, l’Annurca è ideale per il
consumo fresco, ma è molto utilizzata anche in
pasticceria, per
torte, crostate e dessert, oltre che per la preparazione di
succhi, sciroppi e distillati.