La
Grossa di Pistoia è una delle cultivar di ciliegio dolce più apprezzate tra le varietà tardive, originaria dell’area di Pistoia (Toscana). È conosciuta anche come
Bella di Pistoia ed è rinomata per la pezzatura eccezionale dei frutti e l’ottima qualità della polpa.
L’albero presenta
vigoria medio-elevata, con portamento
semi-espanso che tende ad arrotondarsi nel tempo, raggiungendo un’altezza di
6–10 metri a maturità. La produttività è
media e costante negli anni, mentre la fioritura, abbondante e di colore bianco, avviene in primavera contemporaneamente all’emissione delle nuove foglie.
I frutti sono
molto grossi, di forma
cordiforme e simmetrica, leggermente depressi ai poli, con
peduncolo molto corto. La buccia è di colore
rosso vinoso, che a piena maturazione assume tonalità rosso scuro intenso. La polpa è
rosa, molto croccante, con succosità medio-elevata e sapore
dolce, aromatico e di ottima qualità; il distacco dal peduncolo è
semispicca (semiaderente).
La maturazione è classificata come tardiva, collocandosi generalmente a fine giugno (alcune fonti indicano attorno al 30 giugno, altre nella terza decade del mese). Grazie alla consistenza e al sapore, la Grossa di Pistoia è ideale per il consumo fresco, ma si presta bene anche alla preparazione di marmellate, sciroppi, liquori e dolci.
La varietà è autoincompatibile (autosterile), quindi necessita di almeno un ciliegio impollinatore compatibile nelle vicinanze. Tra gli impollinatori consigliati dai vivai figurano Bigarreau Burlat, Lapins e Van.