La
Limoncella è una cultivar antica di melo, diffusa tradizionalmente nel centro-sud Italia (Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia) e coltivata anche in altre regioni come varietà da frutto e da trasformazione. Deve il suo nome al tipico
sapore acidulo e citrino, che ricorda il limone, unito a una buona dolcezza e a un aroma intenso.
L’albero è generalmente di
vigoria medio-scarsa o media, rustico e ben adattabile a diversi ambienti, con fioritura da medio-tardiva e buona produttività. Il frutto è di
piccola o medio-piccola pezzatura (circa 80–120 g), di forma
cilindrica, oblunga o tronco-conica, spesso leggermente asimmetrica.
La
buccia è di medio spessore, liscia o lievemente ruvida, di colore di fondo
giallo o giallo-verde, talvolta con sfumature rosate o rosso-arancio nella parte esposta al sole e con evidenti lenticelle, spesso rugginose. La
polpa è
bianca o bianco-crema, da soda e croccante a tenera, mediamente o molto succosa, dal sapore
dolce-acidulo, sapido e aromatico, con netto retrogusto citrino.
La
maturazione è medio-tardiva, generalmente tra la
prima e la seconda metà di ottobre (alcune fonti indicano raccolta in più stacchi fino alla seconda decade di novembre). La Limoncella ha
ottima conservabilità: in fruttaio si mantiene bene per diversi mesi, fino a gennaio–febbraio e, in alcuni casi, anche oltre.
Grazie al profilo aromatico e alla buona acidità, è adatta sia al
consumo fresco sia alla
trasformazione: succhi, sciroppi, conserve, torte e altri dolci, dove esprime al meglio il suo carattere.